Teatro Accademico

IL TEATRO ACCADEMICO DI CASTELFRANCO VENETO

 

Premessa
Il teatro Accademico nasce in un contesto culturale ben definito. Durante il Settecento, nella cittadina trevigiana, dopo lo splendore del Giorgione, si diffonde un nuovo periodo ricco di cultura, scienze e arti grazie al conte Jacopo Riccati e dei figli Vincenzo, Giordano e Francesco. Si narra che il conte non trascurasse alcun aspetto delle scienze positive. I figli seguirono le orme del padre e studiarono sia matematica che fisica.
Sul loro esempio, il conte Giovanni Rizzetti fondò in Italia una scuola in opposizione ai sistemi di Newton e costruì un palazzo alla periferia di Castelfranco, a Ca’ Amata. Qui riuniva studiosi e appassionati di architettura creando le condizioni favorevoli per la formazione di F. Maria Preti. Tanti studiosi provenienti da diverse zone d’Italia, si riunivano a palazzo e favorirono l’idea di creare un luogo adatto per raduni e conferenze.
Riccati, fin dal 1745, aveva affidato all’architetto F. Maria Preti, il progetto di un teatro sociale. Nel 1754, alcuni cittadini castellani presentano domanda al Senato Veneto per acquisire un appezzamento di terreno situato in prossimità del Palazzo Pretorio per edificare una sala dove i giovani potessero accostare la letteratura, la musica e il teatro.
Il Senato Veneto non solo accettò la richiesta ma donò il terreno valutato positivamente il nobile scopo. Ventun cittadini, appartenenti alle famiglie più nobili e riconosciute della città, edificarono con i propri soldi il teatro.

Struttura architettonica
Il teatro, progettato dal Preti, fu molto elogiato anche dal nobile Antonio Diodo che ne ammirava la novità e la bellezza della costruzione. Il teatro fu terminato nel 1778.
“L’ambiente del teatro si compone di tre elementi: 1° l’emiciclo chiuso da palchetti, 2° la platea quadrata al centro, 3° l’emiciclo absidale delle scene. I due semicerchi chiusi e opposti ma simmetrici sono collegati al quadrato della platea mediante quattro angoli smussati, costituiti dall’incurvatura dei palchetti alla loro estremità e dalle barcacce di proscenio pure smussate.
L’atrio, eseguito nel 1853 su progetto del Preti, cioè con apertura al centro, con una forte illuminazione data dalla porta d’ingresso e dalle finestre laterali, chiusa da due absidi contrapposte agli estremi.
Questo teatrino emeronizio è piuttosto raro, se non addirittura unico perché riunisce in sé i caratteri del teatro classico aperto e quelli del teatro chiuso settecentesco.
Le logge laterali, costituite ciascuna da due graziose e leggiadre colonne corinzie, si aprono nel muro retrostante con una serliana e con due finestre sormontate da relative finestruole. Le logge comunicano con i tre ordini dei palchetti e con gli anditi della scena e delle barcacce, mediante porte e finestre.
Il Meduna, nel 1858, lo modificava in parte togliendo le curve serpeggianti per sostituirle con l’attuale linea corrente, cosa che diede luogo a delle questioni artistiche tra i Soci di quel tempo. I palchetti in tre ordini sono suddivisi da colonnine lignee di ordine tuscanico. All’inizio su queste colonnine vi erano dei bracciali in legno che sorreggevano le candele durante i raduni notturni e le dame affacciate al balcone costituivano certamente una bella scena. Il frontespizio fu eseguito come l’atrio nel 1853, riducendo però il progetto del Preti. L’esterno, a prescindere dal decoro della facciata, non ha alcuna relazione con la distribuzione interna deglispazi.
Il soffitto del Teatro fu dipinto dal Canaletto, ma le ingiurie del tempo lo rovinarono per cui nel 1852 fu necessario un completo restauro e si affidò l’opera ai Santi di Venezia”.
L’ultima ristrutturazione del Teatro Accademico è iniziata il 2 maggio 2001 e si è conclusa nell’autunno dello stesso anno. Gli interventi sono stati indirizzati alla messa a norma di tutte le infrastrutture. Ad essere oggetto di ristrutturazione gli impianti elettrici, di termoregolazione e termoventilazione, le strutture sanitarie.
Sono state istallate le compartimentazioni delle varie zone mediante l’inserimento di protezioni antincendio e di porte tagliafuoco. Le strutture lignee del sottotetto e le strutture in ferro della copertura del palcoscenico, sono state rivestite da una speciale vernice intumescente.
Anche la platea ha cambiato veste. Nuove le poltrone, gli arredi, i tendaggi e i palchi. Il pavimento della platea è stato rivestito in legno a tavoloni di acacia fissati sull’impalcato e trattati con vernici ignifughe. Il palco esibisce nuovi drappeggi. A nuovo anche i camerini per gli artisti con i lavandini a la doccia.

(tratto da MARIA MAZZOCCA, Il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, tesi di Laurea, A.A. 1968-69, Università degli studi di Padova, Facoltà di Magistero).

Il teatro da vicino. Le panoramiche del Teatro Accademico!

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