Giorgione

Monumento al Giorgione

Giorgio Gasparini detto Giorgione nacque a Castelfranco Veneto nel 1478. In vita godeva di grande popolarità ma ad oggi è una delle figure più enigmatiche della storia della pittura, sono poche le certezze che si hanno della sua vita e determinare i significati iconografici delle sue opere è oggetto di numerose controversie tra gli studiosi, l’artista inoltre non firmava quasi mai le sue opere. Lo pseudonimo “Giorgione”  è legato probabilmente alla sua alta statura fisica e morale, le prime fonti sulle origini del pittore risalgono al cinquecento, che lo ricordano con il nome “Zorzi” o “Zorzo”. Tra il XV e XVI secolo entrò in scena a Venezia dove numerosi artisti trovavano facilmente impiego. Si hanno molti dubbi sulle idee ed i pensieri o messaggi che il grande artista di Castelfranco voleva comunicarci attraverso le sue opere artistiche. Oltre all’indubbia bravura di Giorgione sono il senso di mistero e la voglia di scoprire i suoi enigmi che hanno reso questo artista così famoso.

 

La Pala del Giorgione

- Madonna in trono con in Bambino

Le vicende della Pala seguirono quelle del tempo: l’incuria, l’umidità, il fumo delle candele concorsero a danneggiare il celebre dipinto. Per questa ragione si dovette spesso ricorrere ad inerventi di restauro non sempre metodologicamente corretti. Demolita la chiesa vecchia, la Pala errò per varie sedi e per la chiesa nuova, finchè fu collocata nel 1935 nell’attuale cappella che per la sua sobrietà architettonica conferisce un particolare risalto alla pittura Questa è l’unica opera sacra di Giorgione destinata a una pubblica funzione. Sulla parete destra è murata la pietra tombale di Matteo, con la figura giacente in armi. Un tempo la collocazione era diversa: si trovava, infatti, ai piedi della Pala e ciò spiega il perchè dello sguardo dei personaggi rivolto verso lo stesso punto in basso. Usciti dal Duomo, nella casa che sorge di fianco, per antica tradizione ritenuta di Giorgione, è visibile il frammento di una fascia decorativa, di squisitezza bellezza e di alto interesse artistico, che la critica quasi, unanimamente assegna al grande artista. Sono qui raffigurati oggetti, strumenti e simboli delle professoni, delle arti figurative della musica, delle scienze e della lettere, intramezzati da tabelle sostenute da nastri con incisioni sapienziali che inducono a riflessioni sulla umana caducità, esaltando la virtù per la quale soltanto l’uomo può vivere.