Parco Revedin Bolasco

Breve storia

Il luogo dove oggi troviamo la Villa e il Parco Bolasco era chiamato un tempo “Paradiso” e appartenne dapprima ai Tempesta, poi passò ai Morosini e in seguito ai patrizi veneziani Corner; nel 1808 i loro beni furono acquistati dalla famiglia Revedin. La Villa (eretta fra il 1852 e il 1865) si deve al conte Francesco Revedin che ne affidò la progettazione al celebre architetto veneziano Giambattista Meduna, autore anche dei disegni per il teatro “La Fenice” di Venezia.
Sul luogo dei palazzi e del giardino dei Corner, il conte fece allestire un parco romantico, ora noto come Parco Bolasco, alla sua progettazione parteciparono, oltre a Meduna, Francesco Bagnara e Marc Guignon. Successivamente, per incarico dei Rinaldi (eredi del patrimonio dei Revedin) subentrò l’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin al quale si devono i progetti della serra e della cavana.

Informazioni sul Parco

Il parco si estende su 7,63 ettari e ha una vegetazione che conta oltre 1000 alberi di 65 specie diverse, più di 30 esemplari hanno un età compresa fra i 75 e i 125 anni,  mentre 440 piante contano fra i 50 e i 70 anni.
Una passeggiata nel Parco permette di ammirare macchie di sottobosco, specchi d’acqua, alberi , ponticelli, collinette artificiali e le architetture di un tempo, come la serra in stile ispano-moresco, la cavana e la Villa. Verso nord troviamo il capolavoro: l’arena-cavallerizza, decine di statue del XVII secolo (opera del bassanese Orazio Marinali e bottega), introdotte da due statue equestri poste sopra alti basamenti, infine presso il muro di cinta a est troviamo la torre, un reperto dello scomparso Paradiso Corner.
La Villa e il Parco Bolasco purtroppo sono oggi a rischio degrado, per contrastarlo il Comune di Castelfranco e l’Assessorato alla Cultura stanno attuando un’importante campagna informativa e una raccolta firme.


Mappa del Parco Revedin Bolasco

 

1 – La Villa

 

Venne fatta edificare nel 1852 da Francesco Revedin su progetto di Giovanni Battista Meduna. Gli edifici si articolano attorno a due corti, la parte agricola a nord e quella padronale a sud, quest’ultima si allinea con Borgo Treviso sul lato più lungo mentre quello privato, più corto, si affaccia sul Parco. Le due parti sono divise dalla scuderia.

2 – Scuderie

 

Francesco Revedin ebbe una grande passione per i cavalli, le scuderie dovevano essere ben curate nella fase progettuale ma allo stesso tempo si doveva salvaguardare la coerenza stilistica dell’intero complesso. I due prospetti principali (quello nord e quello sud) si affacciano sulle due corti con una serie di aperture  ad arco, all’interno troviamo quattro grandi colonne portanti in ghisa che separano l’area in tre parti, quella centrale è destinata al maneggio, le laterali sono divise in dieci stalli per lato, ognuno dei quali è dotato di una vasca per l’acqua e di una grappia a canestro per il fieno.

3 – Serre

 

Quando la villa passò alla famiglia Rinaldi, nel 1868, l’incarico di completare il Parco venne affidato all’architetto Antonio Caregaro Negrin, un importante creatore di giardini nel Veneto, il quale seppe creare percorsi serpeggianti, i bordi frastagliati del lago e le varie isolette, riuscendo a collegarle con eleganti ponticelli di ferro.

4 – La Cavana

 

Antonio Caregaro Negrin costruì inoltre la cavana per il deposito delle barche, e nel 1878 progettò inoltre uno slanciato belvedere, costituito da una loggetta ottagonale con tetto e pagoda, progetto che però non verrà mai realizzato.

 

5 – Fotinia

 

La Photinia (nome comune: fotinia) è una pianta originaria della Cina e del Giappone, introdotta in Europa a scopi ornamentali. La fotinia ha foglie a lamina lanceolata dal margine finemente seghettato, che diventano rossastre sia al momento di germogliare, sia quando invecchiano. In primavera sbocciano dei fiori bianchi, a cui seguono piccole bacche, anch’esse dal colore rossastro quando giunge l’autunno. La fotinia si sviluppa come arbusto o alberello, e raggiunge i 4-5 metri d’altezza.

http://it.wikipedia.org/wiki/Photinia

 

6 – Liquidambar

 

Liquidambar è un genere delle Altingiacee, con alcune specie di alberi alti da 8 a 25 m, originari dell’Asia minore e coltivati in Italia nelle località a clima mite come piante ornamentali, dalle foglie simili agli aceri.
Il nome significa “ambra liquida” e infatti incidendo queste piante sgorga una resina.

http://it.wikipedia.org/wiki/Liquidambar

7 – Tasso

 

Il Tasso è un albero importante nel giardino. Molto usato nei parchi inglesi dove si coltivano pure alcune sue varietà. All’interno del Parco Bolasco è in la specie più diffusa, è presente infatti con oltre 500 individui, circa la metà dell’intero patrimonio arboreo: alcuni sono esemplari centenari, mentre moltissimi sono piante giovani nate da rinnovamento spontaneo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Taxus

8 – Farnia

 

La farnia è un albero a foglie decidue appartenente alla famiglia delle Fagacee. Essa è la specie tipo attraverso cui il genere Quercus è definito.È la quercia più diffusa in Europa, e il suo areale è alquanto vasto.
Questa pianta è caratterizzata da notevoli dimensioni, crescita lenta (cosa che ne determina il raro impiego come pianta ornamentale) e da rinomata longevità.

http://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_robur

 

9 – Torre

 

La Torre Colmbara è un edificio della seconda metà del Seicento e costituisce una delle testimonianze del grande giardino barocco costruito tra il 1660 e il 1697.

10 – Cavallerizza

 

Francesco Revedin, dopo la realizzazione della Villa, interpella i più autorevoli architetti di giardini del tempo: Francesco Bagnara si occupa di predisporre il terreno con rialzi ed avvallamenti, mentre Marc Guignon crea la cavallerizza intorno alla quale vennero piazzate innumerevoli statue di Orazio Marinali. Le statue sono in pietra di Custoza e ornavano il grande viale del giardino Barocco.

11 – Ippocastano

 

L’ippocastano o castagno d’India  è un albero molto usato come ornamentale nei viali o come pianta isolata. Crea una zona d’ombra molto grande e fitta. La pianta ha fiori ermafroditi a simmetria bilaterale, costituiti da un piccolo calice a 5 lobi ed una corolla con 5 petali bianchi, spesso macchiati di rosa o giallo al centro. I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia di grandi dimensioni (fino 20 cm di grandezza e 50 fiori). La fioritura avviene nei mesi di aprile – maggio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Aesculus_hippocastanum

12 – Casa del giardiniere

 

Una mappa del 1743 mostra in quest’area un edificio denominato “habitatione del giardinier” e in una ancora più antica, del 1660, viene riprodotto un edificio a singolo piano con cinque aperture a sud, si ritiene che questa costruzione costituisce l’unico corpo di fabbrica rimasto della prima sistemazione dell’area, quella quattro-cinquecentesca.

 

 

13 – Carpino bianco

 

l carpino bianco è un albero poco longevo di media altezza (15-20 m) con portamento dritto e chioma allungata. La corteccia si presenta sottile, liscia al tatto, di colore grigio, irregolare per il fusto scanalato e costolato.

http://it.wikipedia.org/wiki/Carpinus_betulus

14 – Cipresso calvo

 

È un albero di medie dimensioni, solitamente non più alto di 25 m (raramente oltre i 30 m di altezza) e un tronco di 2-5 metri di diametro e una chioma da conica a espansa del diametro fino a 10 m. Ha tronco massiccio scanalato alla base e corteccia di color rosso-bruno.

http://it.wikipedia.org/wiki/Taxodium_distichum


- www.villaparcobolasco.it
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