I tesori

 

città di castelfranco venetoIL CENTRO STORICO E IL CASTELLO

Centro storico:

Fondata dai trevigiani sopra un terrapieno forse preesistente, alla fine del XII secolo, Castelfranco Veneto si caratterizza per le sue possenti mura quadrate, il cui colore rosso, a seconda dei giochi di luce e delle stagioni, passa da tenui sfumature rosa a toni ben più accesi. Le torri angolari e quelle mediane, ottimamente conservate, sottolineano il ruolo difensivo della cittadina, il cui nome ci riporta alle sue origini di luogo franco. Strategico polo commerciale, specie negli scambi tra Venezia e nord Europa, Castelfranco Veneto fu patria di uomini illustri, basti ricordare, uno per tutti, il Giorgione. Passeggiando tra i vicoli e le

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piazzette all’interno delle mura, diversi palazzi e antiche dimore testimoniano un passato ricco di storia. Tra i siti di maggior interesse il Teatro Accademico, progettato dall’architetto Francesco Maria Preti (1701-1774) nel 1746, mediante l’applicazione della media armonica proporzionale; il palazzo del Monte di Pietà (XV-XIX sec.) che fino agli inizi del ’900 rappresentò l’unica fonte di prestito per i poveri della città e dei villaggi limitrofi; il Conservatorio, Casa Costanzo e ancora, fuori le mura, la scenografica Piazza Giorgione con la sua schiera di palazzi e di case che si susseguono elegantemente lungo tutto il Corso XIX Aprile; da non perdere infine la chiesa di San Giacomo Apostolo (XVIII sec.) e il cosiddetto Palazzetto Preti.

Il Castello:

Innalzato nel XII secolo e rafforzato nel secolo successivo, il castello, a pianta quadrata, con le sue torri, le mura e il fossato, rappresenta una struttura di forte impatto emozionale. Le quattro torri d’angolo, le prime ad essere innalzate, sono tuttora esistenti, assieme a due delle quattro torri mediane: quella dei morti e l’imponente torre civica, caratterizzata da un orologio sormontato dal leone di San Marco. La cinta muraria, alta circa 17 metri, lunga circa 230 per lato, venne costruita successivamente assieme ad un camminamento di ronda, sorretto da archetti poggianti su mensole in pietra, ancora a tratti visibile. Le due porte principali di accesso al castello, quella di Treviso a est e quella di Cittadella a ovest, disponevano di “saracinesche”, ponti levatoi e accessi pedonali. Il governo di Ezzelino III da Romano nella metà del ’200, la dominazione veneziana, il breve periodo carrarese – di cui rimane lo stemma con il carro a quattro ruote ancora visibile sotto la volta della torre civica – la guerra di Cambrai: tutte queste vicende storiche hanno lasciato il loro segno indelebile e oggi il castello, sfuggito alla demolizione nell’Ottocento, è diventato il simbolo della città. Le ultime trasformazioni risalgono alla seconda metà del XIX secolo, quando vengono sistemati i ponti della Salata e dei Beghi e si realizzano il passeggio, intitolato a Dante, e i giardini pubblici. Maggiori informazioni sulla città

 

Castelfranco mura internecastelfranco veneto

giorgio gasparini detto giorgioneGIORGIONE

Giorgio Gasparini detto Giorgione nacque a Castelfranco Veneto nel 1478. In vita godeva di grande popolarità ma ad oggi è una delle figure più enigmatiche della storia della pittura, sono poche le certezze che si hanno della sua vita e determinare i significati iconografici delle sue opere è oggetto di numerose controversie tra gli studiosi, l’artista inoltre non firmava quasi mai le sue opere. Lo pseudonimo “Giorgione”  è legato probabilmente alla sua alta statura fisica e morale, le prime fonti sulle origini del pittore risalgono al cinquecento, che lo ricordano con il nome “Zorzi” o “Zorzo”. Tra il XV e XVI secolo entrò in scena a Venezia dove numerosi artisti trovavano facilmente impiego. Si hanno molti dubbi sulle idee ed i pensieri o messaggi che il grande artista di

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Castelfranco voleva comunicarci attraverso le sue opere artistiche. Oltre all’indubbia bravura di Giorgione sono il senso di mistero e la voglia di scoprire i suoi enigmi che hanno reso questo artista così famoso.

il dipinto la tempesta di giorgionegiorgione

www.museocasagiorgione.it

museo casa giorgioneMUSEO CASA GIORGIONE

Nel cuore della città natale, Casa Giorgione è il primo museo dedicato a questa straordinaria figura della storia dell’arte (1478-1510). Carico di suggestioni regalate da secoli di storia e da un allestimento di nuova concezione, il Museo è costruito attorno al fascino della casa che ha ospitato il Maestro e dei due capolavori conservati in città: la Pala di Castelfranco e il Fregio delle Arti liberali e meccaniche. Attorno a questo patrimonio, il percorso museale materializza le atmosfere tra fine ’400 e inizio ’500. Dalla Pala emergono antiche armature e tessuti preziosi, per raccontare la storia di un dipinto e della Marca Trevigiana. Il mondo di Giorgione avvolge e accompagna, in un crescendo di meraviglia, fino al Fregio. Oggetti del XV e XVI secolo, ricostruzioni architettoniche e

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d’ambiente invitano a vivere la Casa come una esperienza preziosa, per indagare la potenza enigmatica di Zorzi da Castelfranco. Pochissime le opere attribuitegli oggi dalla critica, così come è esiguo il numero di documenti che provano la sua esistenza, solo sette, a cui è dedicata una specifica sala del Museo.museo-casa-giorgionemuseo-giorgione-interno

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fregio-casa-giorgioneIL FREGIO

Unico affresco attribuito a Giorgione conservato nella sua interezza, il Fregio delle Arti liberali e meccaniche decora la sala principale di Casa Giorgione.

Denso di significati esoterici e allegorici, rappresenta il pronostico di un’epoca, con le sue certezze e le sue paure, indicando nella saggezza e nella ragione il mezzo per restituire un futuro positivo alle arti. Astrologia, astronomia, guerra e filosofia sono gli elementi che si possono indagare nel dipinto monocromo, riconosciuto a Giorgione per la parete orientale. Un susseguirsi apparentemente casuale di oggetti, strumenti, tondi con teste di uomini illustri, cartigli con stralci della Bibbia e da opere latine celano messaggi mai pienamente svelati.

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Fregio est 


Fregio ovest

pala-di-giorgioneLA PALA

Conosciuta al mondo per la straordinaria invenzione poetica e compositiva, è l’unica pala d’altare dipinta da Giorgione. Datata 1503-1504, la Madonna con il Bambino tra San Francesco e San Nicasio, immerge lo sguardo in una luce effusa da un profondo paesaggio di campagne e colline, dove è protagonista un nuovo equilibrio tra uomo e natura. Commissionata dal condottiero Tuzio Costanzo in occasione della morte del figlio Matteo, la tavola è oggi nella Cappella Costanzo del Duomo. Il carattere privato della cappella consente a Giorgione delle sperimentazioni, per cui fonde la solennità dello spazio dedicato alla conversazione con il paesaggio, che pervade l’intero dipinto attraverso i suoi colori.

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duomo di castelfranco venetoIL DUOMO E LA SACRESTIA

Il Duomo di S. Maria Assunta e S. Liberale, progettato da Francesco Maria Preti nel 1723, al posto della preesistente chiesa romanica, riassume nella sua straordinaria struttura le teorie rivoluzionarie dell’architetto: una per tutte quella della media armonica proporzionale secondo cui, per esempio, l’altezza della navata centrale non è altro che la media armonica tra la sua lunghezza e larghezza. L’edificio, che riprende sia la palladiana chiesa del Redentore che la veneziana chiesa dei Gesuati, è ricco di numerose opere d’arte, tra cui la Pala del Coro di Giovanni Battista Ponchini e, nel lato destro, il Martirio di San Sebastiano di Palma il Giovane. Nota a parte merita la Sacrestia del Duomo, che ospita al suo interno una notevole quadreria, nella quale si

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conservano diverse opere pregevoli, a cominciare dai sette preziosi frammenti che il Veronese aveva realizzato per villa Soranza di S. Andrea oltre il Muson, staccati da Filippo Balbi nel 1815, prima della demolizione dell’edificio, utilizzando una tecnica innovativa per l’epoca. Si tratta delle figure della Temperanza e della Giustizia, collocate sulla parete di destra, del Tempo e della Fama, dipinte sulsoffitto, e di alcuni ovali con putti alati. Inoltre, non devono sfuggire nomi quali Palma il Giovane, di cui si conserva la Presentazione al Tempio, Paolo Piazza, con La Cena in Emmaus e la Consacrazione Vescovile dì S. Nicolò e, per finire, Jacopo da Ponte detto il Bassano, a cui è attribuito un San Rocco ai piedi della Vergine con Bambino. Veronese Tempo e Famaduomo di castelfranco veneto

villa-parco-revedin-bolascoPARCO REVEDIN BOLASCO

All’esterno delle mura cittadine, nel Borgo di Treviso, sorge l’imponente villa Revedin-Bolasco, eretta in stile neorinascimentale tra il 1852 e il 1865 su progetto dell’architetto Giambattista Meduna per volontà del conte Francesco Revedin, podestà e primo sindaco della città nel 1866. L’edificio è circondato da uno stupefacente giardino romantico, o all’inglese, tra i più belli del Veneto e dell’Italia intera, esteso su una superficie di oltre 7 ettari che racchiudono un patrimonio arboreo davvero notevole: oltre 65 specie diverse di alberi, per un totale di oltre 1.000 esemplari, molti dei quali datati al secolo scorso. Il parco, progettato dal Meduna stesso e da altri architetti del paesaggio coevi, oggi si presenta al visitatore nella sistemazione del 1868 dell’architetto

Altre informazioni sul Parco Revedin Bolasco

vicentino Antonio Caregaro Negrin. Costruito sul luogo dove sorgeva il cosiddetto “Paradiso” Corner, un preesistente giardino all’italiana distrutto ad inizio ’800, il parco è un riuscito connubio di elementi naturali – alberi, laghetti, macchie di sottobosco, collinette artificiali – e architetture scenograficamente inserite nell’ambiente, come la serra in stile ispano-moresco e l’arena-cavallerizza, circondata da statue del XVII secolo, opera del bassanese Orazio Marinali e della sua bottega. Maggiori informazioni sul Parco Revedin  Bolasco villa-bolasco interni arena-cavavellerizza parco bolasco Foto: Otium Arti Compositive www.villaparcobolasco.it

teatro-accademico di castelfrancoIL TEATRO ACCADEMICO

Il teatro Accademico nasce in un contesto culturale ben definito. Durante il Settecento, nella cittadina trevigiana, dopo lo splendore del Giorgione, si diffonde un nuovo periodo ricco di cultura, scienze e arti grazie al conte Jacopo Riccati e dei figli Vincenzo, Giordano e Francesco. Si narra che il conte non trascurasse alcun aspetto delle scienze positive. I figli seguirono le orme del padre e studiarono sia matematica che fisica. Sul loro esempio, il conte Giovanni Rizzetti fondò in Italia una scuola in opposizione ai sistemi di Newton e costruì un palazzo alla periferia di Castelfranco, a Ca’ Amata. Qui riuniva studiosi e appassionati di architettura creando le condizioni favorevoli per la formazione di F. Maria Preti.

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Tanti studiosi provenienti da diverse zone d’Italia, si riunivano a palazzo e favorirono l’idea di creare un luogo adatto per raduni e conferenze. Riccati, fin dal 1745, aveva affidato all’architetto F. Maria Preti, il progetto di un teatro sociale. Nel 1754, alcuni cittadini castellani presentano domanda al Senato Veneto per acquisire un appezzamento di terreno situato in prossimità del Palazzo Pretorio per edificare una sala dove i giovani potessero accostare la letteratura, la musica e il teatro. Il Senato Veneto non solo accettò la richiesta ma donò il terreno valutato positivamente il nobile scopo. Ventun cittadini, appartenenti alle famiglie più nobili e riconosciute della città, edificarono con i propri soldi il teatro. Maggiori informazioni sul Teatro Accademico