C’era una volta il Borgo Asolo

C’era una volta il Borgo Asolo

Angelo Aldo Marchetti – 2008

 

Lo scorso anno, vista l’ottima accoglienza della pubblicazione “Storia memoria della piazza del mercato di Castelfranco”, avevo invitato Aldo Marchetti a dedicare una pubblicazione al Borgo Asolo, dove entrambi abitiamo. Ora ha accolto il mio invito e ha scritto “C’era una volta il Borgo Asolo”. Aldo Marchetti è nato in una casa della piazza e vi ha abitato fino al suo matrimonio. Dopo il matrimonio si è trasferito in Borgo Asolo, dove risiede da più di 50 anni. Risulterà chiaro da questo racconto che, come conosceva bene la storia della piazza, conosce altrettanto bene la storia del Borgo Asolo.

Bruno Bragagnolo


 Indice:

- Il Borgo Asolo degli anni trenta

- Omobono Tenni in Borgo Asolo


- La Deviazione dell’ alveo dell’ Avenale


- Le acque del fossato del castello ora sono solo quelle dell’ Avenale


- 1998, l’ Avenale torna a scorrere sopra il vecchio alveo


- La Via San Pio X


- C’era una volta il Borgo Asolo


 

DUE EVENTI PARTICOLARI

Due sono gli avvenimenti che nel corso degli ultimi due secoli hanno comportato un radicale cambiamento nella vita del Borgo Asolo. Il primo è esclusivo di questo borgo: la deviazione dell’alveo del torrente Avenale. Pochissimi castellani, probabilmente anche tra gli attuali abitanti del borgo, sanno che fino al 1834 il torrente scorreva nel mezzo della via Borgo Asolo (ora via S.Pio X). La deviazione dell’ alveo del torrente fuori dell’ abitato è stata la premessa indispensabile
per un futuro sviluppo del borgo stesso. Il secondo avvenimento, comune a tutti i borghi di Castelfranco, anche se in maniere diverse, è stato il boom economico sviluppatosi nei decenni successivi all’ ultima guerra. Il tranquillo e modesto vivere dei secoli precedenti è stato completamente rivoluzionato: il notevole incremento di abitanti e l’aumento del loro tenore di vita ha comportato un grande sviluppo dell’edilizia residenziale e commerciale. Negli ultimi cinquanta anni in questo angolo di Castelfranco sono state aperte quattro filiali di banche (una è di una banca inglese e una quinta banca è in arrivo), tre uffici di promotori finanziari, tre agenzie immobiliari, tre agenzie per il collocamento della manodopera. Anche la tranquilla via dei Carpani, dove esisteva un lazzaretto (ora distrutto) per il ricovero degli ammalati di peste o di colera, è diventata una via con molto traffico per l’accesso all’ospedale e all’ipermercato. A nord della via dei Carpani è sorto un notevole ampliamento del Borgo Asolo, in parte a carattere commerciale, che trova il suo confine nella circonvallazione. Non tutto però è positivo. Sono scomparsi il silenzio e la pace di un tempo e, in alcune ore del giorno, la via S. Pio X ha un tale traffico da comportare qualche problema per uscire e rientrare nella propria abitazione con l’automobile.

Borgo Asolo Castelfranco Veneto

1925, il Borgo Asolo sotto la neve.

 

Borgo Asolo Castelfranco Veneto

1940, inizio da Sud del Borgo Asolo.

 

IL BORGO ASOLO DEGLI ANNI TRENTA

 

Ho cominciato a frequentare il Borgo Asolo nel 1933 per andare a giocare a casa del mio amico e compagno di classe alle elementari Silvano Girardi (il futuro notaio). Ho un ricordo del borgo soprattutto com’era d’estate, forse perchè lo frequentavo di più in quella stagione. La via era una strada bianca in terra battuta con poco traffico. Transitavano soprattutto calessi e carri a trazione animale (cavalli, asini e buoi). I mezzi motorizzati erano rari e sollevavano, quando il terreno non era bagnato, un grande polverone.Borgo Asolo Nelle sere d’estate passava la modesta autobotte della Nettezza Urbana Martinello, dotata anteriormente di getti d’acqua, per bagnare la strada e permettere agli abitanti del borgo di sedersi con le sedie all’esterno delle loro abitazioni per godersi il fresco della sera e partecipare alla vita della contrada che consisteva nel passaggio di qualche persona che veniva sempre salutata e talvolta si fermava per fare conversazione. Ho avuto la netta impressione che nel borgo, che aveva allora un numero modesto di abitanti, tutti si conoscessero, quanto meno di vista. Era un mondo ricco di rapporti umani. Questo sedersi fuori dell’uscio era un passatempo gradito soprattutto alle donne, gli uomini avevano a disposizione ben tre osterie con giochi di bocce. Del resto, fatta eccezione per il carnevale, le sagre e la musica della banda in piazza alla domenica, non c’erano molti divertimenti. Le grandi processioni del Venerdì Santo e del Corpus Domini si svolgevano nelle vie e nella piazza del centro. Ma anche il Borgo Asolo aveva un suo luogo di culto: el capiteo, davanti al quale si recitava, così mi dicono, il rosario nel mese di maggio. Il capitello è stato radicalmente restaurato nel 1958 e sono state cambiate anche le figure dei santi ai lati della Madonna. Le preghiere del mese di maggio, dato il grande traffico della via, sono ora recitate nel Centro Sociale Borgo Asolo.

L’antico cancello in alto ha certamente visto passare la corriera che collegava Castelfranco con Asolo e Possagno.

 

Nel borgo, fino al 1950, c’era una netta prevalenza di agricoltori ed orticoltori, con una modesta presenza di artigiani e commercianti e un gruppo, piuttosto limitato, di piccola e media borghesia. C’erano solo due famiglie di imprenditori di un certo livello: la famiglia Trevisan delle Grafiche Trevisan e la famiglia Pasetti delle Officine Pasetti e concessionaria
della Fiat. Di appartenenti alla nobiltà c’erano solo due persone, ambedue donne. Una era la contessina Maria (Mina) Colonna (1880-1961), proprietaria della casa dominicale con facciata sulla via Regina Cornaro. L’altra era la nob. Teresa Tiretta (1869-1927), moglie del cav. U. Polese, proprietaria allora della casa che, ormai da 53 anni, è la mia abitazione.

Contessina Colonna

La Contessina Colonna.

 

 

OMOBONO TENNI IN BORGO ASOLO

 

Omobono Tenni

È stata tramandata la presenza di Omobono Tenni (1905-1948), celebre campione del motociclismo italiano all’inizio della sua carriera, in una gara motociclistica del giro dei tre ponti (Muson, Avenale e Musonello) con traguardo nel Borgo Asolo. Queste due fotografie ricordano l’avvenimento ed anche quanta polvere sollevassero allora i mezzi motorizzati.

Omobono Tenni

 

LA DEVIAZIONE DELL’ALVEO DELL’AVENALE

 

Il torrente Avenale, che fino al 1833/1834 scorreva nel mezzo di via Borgo Asolo (ora Via S. Pio X), ha sempre costituito un problema per la Municipalità di Castelfranco per le sue improvvise e frequenti piene. La rottura, nel 1820, degli argini del Muson ai Pradazzi, a nord di Spineda, scaricò le piene del Muson nell’Avenale causando nell’aprile del 1820 e poi ancora nel 1824 disastrose alluvioni. Quanto mai lungo e difficile è stato il tentativo di porre rimedio a queste inondazioni
che, oltre che arrecare gravissimi danni a Castelfranco, rendevano difficoltoso il tratto stradale per Riese compreso tra la città e la via Postumia. (1)  È stato nel 1833 che il progetto dell’ingegnere castellano Luigi Benini trovò attuazione,
progetto che verrà completato alla fine del 1834. Nell’antico alveo il torrente Avenale scorreva, come già accennato, nel mezzo di via Borgo Asolo fino all’incrocio con la via Romanina, dove con un netto cambio di direzione di 90 gradi verso est, attraversava via Regina Cornaro e all’altezza dell’attuale ponte dell’ospedale (ponte che allora non esisteva), con un altro cambio di direzione di 90 gradi si dirigeva verso sud, come ben evidenziato nella mappa di pagina 12. È chiaro che l’Avenale in piena, con la forza data dal rettifilo precedente, allagava subito il Borgo Asolo e poi, superato l’argine, si scaricava verso la piazza del Mercato, che dista poco più di 100 metri, espandendosi per tutto il centro della città. Il nuovo alveo venne invece spostato verso est, fuori dalla parte allora abitata e, con un doppio cambio di direzione dove ora c’è il ponte a nord, si congiungeva poi alla parte del vecchio alveo rimasto a sud, come ben evidenziato nella mappa di pagina 13.

NOTA 1) Giacinto Cecchetto descrive molto dettagliatamente tutti gli avvenimenti nelle pagine 93/100 del volume “Castelfranco Veneto. Evoluzione della forma urbana e territoriale nei secoli XIX e XX” edito dalla Banca Popolare di Castelfranco Veneto nel 1999.

 

Borgo Asolo

Antico alveo dell’ Avenale.

 

Borgo Asolo Castelfranco

Attuale alveo dell’ Avenale.

 

LE ACQUE DEL FOSSATO DEL CASTELLO ORA SONO SOLO QUELLE DELL’AVENALE

 

Fino alla metà del novecento ad alimentare le acque del fossato del castello erano la roggia Musonello e il torrente Avenale. Scrive Antonietta Curci in una sua pubblicazione (2): “Essendo rimasto il Musonello completamente senza acqua ed essendo subentrati nuovi fattori dell’assetto idrico delle campagne a nord della città, l’alimentazione del fossato ha decisamente cambiato soggetto. Essa avviene esclusivamente a carico del torrente Avenale; nel passato esso aveva una portata incostante e normalmente esigua poiché traeva origine dalle acque di scolo e da quelle meteoriche reflue dalla campagne settentrionali, tanto che il suo apporto d’acqua alle fosse si poteva considerare trascurabile. Ora invece le cose sono cambiate; l’Avenale è caratterizzato da una portata abbondante e regolare. Infatti da quando il metodo dell’irrigazione a pioggia ha sostituito quello a scorrimento, il Consorzio Pedemontano Brentella di Pederobba, che ha competenza in merito, si serve di questo torrente come collettore delle acque che fuoriescono dalle valvole dei suoi impianti; esso quindi viene ad essere alimentato costantemente con acqua del Piave e da solo assicura al fossato l’apporto idrico necessario.”

fossato castelfranco

Il fossato del castello.

NOTA: 2) Antonietta Curci “Una roggia dimenticata: il Musonello” stampato nel dicembre 2000 dalla Tipo-litografia Bertato di Villa del Conte (Pd).

 

 

1998, L’AVENALE TORNA A SCORRERE SOPRA IL VECCHIO ALVEO

 

Mercoledì 7 ottobre 1998 l’Avenale in piena tracima all’altezza del ponte a nord e, per un giorno, torna a scorrere sulla via S. Pio X sopra il suo vecchio alveo. Dopo aver allagato il Borgo Asolo e la zona a nord della piazza Giorgione isolando l’ospedale, sbocca nella piazza stessa e allaga il centro della città. Le rare automobili che si azzardano a transitare per la via S. Pio X sembrano altrettanti motoscafi.

Via San Pio X

Nei primi mesi del 2008 sono stati costruiti nuovi argini proprio dove dieci anni prima l’Avenale aveva
superato gli argini allagando il Borgo Asolo e il centro della città.

 

LA VIA S. PIO X

 

Stele San Pio X

Nel 1958, lungo la via, è stata dedicata a S. Pio X una bella stele, molto semplice, come semplice era lui.

Si sa con certezza che nel 1555 la via era denominata Borgo Asolo e tale nome è rimasto per quasi quattrocento anni. Solo nel 1934, per motivi patriottici, la via ha avuto il nuovo nome di Borgo Montello. Tuttavia gli abitanti del borgo, e i castellani, continuarono a chiamarla Borgo Asolo. Il nuovo nome venne tenuto presente soprattutto agli effetti postali.
Ben diverso invece l’impatto, dopo il 1955, del nuovo nome di via S. Pio X, dedicata quindi al Papa nativo della vicina Riese, beatificato nel 1951 e santificato nel 1956. La via S. Pio X parte ora da piazza Giorgione, congloba la vecchia via dei Cesari e il Borgo Montello (già Borgo Asolo) e continua poi verso nord fino a raggiungere il confine con il Comune di Riese Pio X. Il nuovo nome vuole ricordare, fatto molto popolare, che il giovane Bepi Sarto, durante il periodo scolastico, faceva tutti i giorni a piedi il percorso da Riese al ginnasio di Castelfranco: sette chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Come dicono le testimonianze fatte nel processo di canonizzazione, risulta che facesse il percorso scalzo (suppongo non in inverno). Appena uscito da Riese si toglieva le scarpe, legatele assieme le portava su una spalla fino al ponte sull’Avenale dove le rimetteva perché allora il ponte rappresentava l’inizio della città dove frequentava, con risultati quanto mai brillanti, il ginnasio. E’ stato poi ordinato sacerdote nel 1858 nel Duomo di Castelfranco.

 

C’ERA UNA VOLTA IL BORGO ASOLO

 

Effettivamente il Borgo Asolo è sparito dallo stradario comunale di Castelfranco Veneto. Quando però una via o una località hanno conservato il proprio nome per più di trecento o quattrocento anni, difficilmente quel nome scompare.
Infatti, quando la via aveva la nuova denominazione ormai da decine di anni, allorché sono sorti due grandi condomini sul lato ovest della via, sono stati dati a loro i nomi di “Corte Borgo Asolo” (costruito nel 1993) e di “Residence Borgo Asolo “ (costruito nel 2002/2004).

Soprattutto è significativo poi il fatto che, su iniziativa spontanea di un gruppo di abitanti del borgo, è stata costituita il 18 giugno 1992, con tanto di atto notarile, l’ ”Associazione Quartiere Borgo Asolo”. Associazione che non è rimasta passiva e si è molto attivata perché venisse costruito un “Centro Sociale Borgo Asolo”. Grazie ad un terreno messo a disposizione dal Comune ed a un concreto aiuto dalla Parrocchia del Duomo, tramite mons. Lino Cusinato, il 5 ottobre 1997 è stato inaugurato un elegante edificio destinato al Centro Sociale. Infine, tuttora molti castellani doc continuano a indicare la località come Borgo Asolo.

 

S. Pio X Castelfranco Veneto

Un tratto del lato est della via S. Pio X (già Borgo Asolo) da via Regina Cornaro verso nord. Aspetto all’inizio del novecento.

San Pio X Castelfranco Veneto

Aspetto alla fine del novecento

 

1) Casa dominicale Colonna, ora condominio “Palazzo Colonna”
2) Condominio “Elen” costruito dalla Tosatto & C. di Castelfranco Veneto sull’area delle demolite Grafiche Trevisan.
3) Già proprietà Trevisan, ora condominio “Betty” e “Sirio”.
4) Supercinema, poi Discoteca Toboga. Questo edificio, demolito nel 2001, è stato ricostruito nel 2002/2005 su progetto dell’architetto Luciano Gemin di Treviso. Ora condominio “Residence de’ Cesari”.
5) Casa Tiretta, poi Eredi Polese, ora Marchetti.

Le figure riproducono i disegni a tempera n° 174 e 175 (qui riprodotti in bianco e nero) del volume “Castelfranco Veneto. L’evoluzione urbana e territoriale nei secoli XIX e XX” di G. Cecchetto, F. Posocco, L. Pozzobon edito nel 1999 dalla Banca Popolare di Castelfranco Veneto. Autore: Alberto Ongarato, residente nel Borgo Asolo.

 

 

Via San Pio X

 Condominio “Corte Borgo Asolo”, costruito nel 1993/1995 dall’Impresa Guerrino Pivato S.p.A. di Onè di Fonte su progetto degli architetti Brotto Giorgio e Tedesco Giovannidi Bassano del Grappa. La facciata degli antichi fabbricati Andretta è stata conservata, salvo per l’ampliamento delle finestre del solaio.

 

 

Via San Pio X

 Condominio “Residence Borgo Asolo” costruito nel 2002/2004 dall’impresa Carron cav. Angelo S.p.A. di San Zenone degli Ezzelini su progetto degli architetti Pietrobon Giuseppe, Rossi Antonio e Pietrobon Gianni della Sinergo Progetti di Castelfranco Veneto.

 

 

Il fossato verso “Porta Vicenza”.

 

Come per la “Storia memoria della Piazza del Mercato di Castelfranco”, termino questo testo con una bella poesia di Nina Scapinello: Disi, disi la verità!, dedicata alle acque del fossato, che sono poi le acque dell’Avenale che arrivano dal Borgo Asolo. Sopra c’è una acquaforte dell’incisore trevigiano Francesco Piazza, “Aqua ciara”, dedicata proprio a questa poesia.

Disi, disi la verità!
Aqua morta aqua viva,
aqua ciara aqua scura,
gran dono dela natura!
Te zoghi e te giri
int’un largo de sospiri.
Co l’amor de na sposa che mai se riposa,
te speci e te inbrassi
statue, case e palassi.
Meto i oci
int’el to viso.
Aqua morta aqua viva,
aqua ciara aqua scura,
gran dono dela natura,
disi, disi la verità!
Ghe ze gnente de pì belo
del nostro vecio Castelo?
Na folada de vento
se porta drio
el sì
de on lamento.

REFERENZE FOTOGRAFICHE

Imm. 1,2,8,9: Collezione Bonaldo Giancarlo, Castelfranco Veneto.
Imm. 3: Beraldo Mario( foto eseguita da ), Castelfranco Veneto.
Imm. 4: FAST Archivio Fotografico Storico della Provincia di Treviso tratta dal volume “Veneto. Storia di una favola”
a cura di Bruno Vespa ed edito della Banca Popolare di Vicenza.
Imm. 5: Famiglia avv. Andrea Andretta (originale fornito da), Castelfranco Veneto.
Imm. 6,7: Bruno Bragagnolo (originale fornito da), Castelfranco Veneto.
Imm. 10: Particolare della Mappa napoleonica di Castelfranco Veneto. Biblioteca Comunale di Castelfranco Veneto.
Imm. 11: Comune di Castelfranco Veneto (particolare della mappa fornita da), e colorata a cura di Angelo Aldo Marchetti.
Imm. 12, 23: Enio Miotto (foto eseguite da), Castelfranco Veneto.
Imm. 13,14,15,16,17: Marchetti Angelo Aldo (foto eseguite da), Castelfranco Veneto.
Imm. 18, 19: Disegni tratti dal volume “Castelfranco Veneto. L’evoluzione urbana e territoriale nei secoli XIX e XX” edito dalla Banca Popolare di Castelfranco Veneto.
Imm. 20: Beraldo Mario (foto eseguita da), Castelfranco Veneto.
Imm.21: Marchetti Angelo Aldo (foto eseguita da), Castelfranco Veneto.
Imm. 22: Acquaforte dell’incisore trevigiano Francesco Piazza.

Torna alla pagina “Quaderni”